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Bocciati gli Eurobond
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Project Syndicate (Monaco) |
Il cancelliere tedesco Angela Merkel ha resistito alle pressioni provenienti dal Sud Europa e ha detto no agli Eurobond. Per i mercati si tratta di una delusione, ma per la ripartenza di questi paesi non si può far altro che insistere pazientemente su una maggiore disciplina sul fronte del debito pubblico e porre fine ai permissivi vincoli di bilancio.
Hans-Werner Sinn è professore di economia e finanza pubblica all’Università di Monaco e presidente dell’Istituto tedesco Ifo. |
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Piccoli passi e grandi balzi per l’Europa
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Project Syndicate (Bruxelles) |
Il mondo si aspettava che il summit franco-tedesco della scorsa settimana desse il via libera agli Eurobond; e invece l’Eurogruppo ha puntato sulla creazione di un governo economico. Secondo il cancelliere tedesco Angela Merkel e il presidente francese Nicolas Sarkozy, il grande balzo in avanti verso la creazione degli Eurobond potrebbe rappresentare il culmine di questo processo, ma l’agenda prevede per il momento solo piccoli passi.
Jean Pisani-Ferry è direttore di Bruegel, un think tank economico internazionale, professore di economia all’Université Paris-Dauphine e membro del Consiglio di analisi economica del Primo ministro francese. |
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Il leader degli industriali sta con l’euro |
Berliner Zeitung(Berlino)
da Presseurop
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“I tedeschi dovranno accettare di sacrificarsi per l’euro”, scrive la Berliner Zeitung. In un’intervista al quotidiano, il capo della federazione degli industriali tedeschi Hans-Peter Keitel chiede ad Angela Merkel di salvare la moneta unica “anche se farà male”. |
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Il Qatar dà una mano alle banche |
Ta Nea (Atene)
da Presseurop |
In Grecia è il momento della “luna di miele tra le banche”, scrive Ta Nea. Tutta la stampa greca plaude al “matrimonio dell’anno”: la fusione tra Alpha e Eurobank, rispettivamente seconda e terza banca del paese, è stata realizzata con il sostegno finanziario del Qatar e rappresenta “il più grande investimento straniero in Grecia da anni”. |
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Helsinki sbaglia i suoi conti |
Helsingin Sanomat (Helsinki)
da Presseurop
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Chiedendo alla Grecia garanzie in cambio della sua partecipazione al bailout, la Finlandia ha creato un pericoloso precedente in Europa. E tutto per meschine ragioni elettorali. |
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Bruxelles non ci sente |
The New York Times (New York) da Presseurop |
Su una cosa gli euroscettici hanno ragione: l’Ue non ascolta i suoi cittadini. La risposta alla crisi dell’euro non fa che confermare la tendenza a prendere tutte le decisioni a porte chiuse e a renderne conto soltanto alle elite dei tencocrati. |
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Un numero che parla da sé
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Project Syndicate (New Haven) |
Il numero incriminato è 0,2%. Corrisponde alla crescita media annua della spesa per consumi degli americani negli ultimi 14 trimestri, calcolata dal primo trimestre del 2008 al secondo trimestre del 2011, depurando l’inflazione. Si tratta di una debolezza nella domanda di consumo che non si era mai vista in America dalla fine della seconda guerra mondiale.
Stephen S. Roach, membro della facoltà dell’Università di Yale, è presidente non esecutivo di Morgan Stanley Asia e autore di The Next Asia. |
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Il Mondo dei Sogni di Ben Bernanke
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Project Syndicate (Berkeley) |
Il presidente della Federal Reserve Ben Bernanke non è considerato un oracolo come lo era il suo predecessore, Alan Greenspan, prima della crisi finanziaria. Ma i mercati finanziari sono stati con il fiato sospeso durante il discorso che ha dato a Jackson Hole, nel Wyoming il 26 Agosto. Quello che hanno sentito è stato un po’ confuso.
J. Bradford DeLong, ex assistente del Segretario del Tesoro degli Stati Uniti, è Professore di Economia presso l’Università della California a Berkeley ed è ricercatore associato presso National Bureau for Economic Research. |
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Fmi: ‘Outlook economico globale si è deteriorato’ |
America 24 (New York) |
Negli ultimi mesi, l’outlook economico globale “si è deteriorato”. Lo ha detto David Hawley, vice responsabile delle relazioni esterne del Fondo Monetario Internazionale durante la consueta conferenza stampa. I mercati finanziari sono stati turbati da una serie di fattori, inclusi timori per la salute finanziaria dell’Eurozona, la ripresa economica americana stagnante e i disordini in Medio Oriente e Africa del Nord. |
| Chi ha paura dell’inflazione va in recessione
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Il Sole 24 Ore (Milano) |
John Plender, un editorialista del Financial Times, sembra sorpreso per una cosa che è diventata palese: i mercati se la prendono solo con quei Paesi che non hanno più una loro valuta. In un articolo pubblicato il 16 agosto Plender scrive: «La logica di fondo è che nessun Paese può finire in default finché conserva il diritto di stampare moneta.
Economista statunitense vincitore del premio Nobel per l’Economia nel 2008, Paul Krugman attualmente è professore di Economia e di Relazioni Internazionali all’Università di Princeton ed editorialista del New York Times. |